La Presa della Bastiglia
In seguito al giuramento della pallacorda, Luigi XVI tentò inutilmente di ottenere lo scioglimento degli Stati generali, ed in seguito all’unione di parte del clero e della nobiltà all’Assemblea Nazionale, proclamatosi tale il 17 giugno, riconobbe l’assemblea, il 9 luglio divenne Assemblea nazionale costituente.
Dopo pochi giorni, l’11 luglio, il sovrano licenziava Necker (da poco richiamato) e fece affluire le truppe intorno a Parigi e Versailles, le voci del complotto aristocratico ampliarono la tensione tra la popolazione e nella notte tra il 12 e il 13 luglio il popolo minuto incendiò i caselli dei dazi.
Il giorno seguente, a Parigi, una folla di artigiani del quartiere Saint-Antonie assalì la Bastiglia, il carcere cittadino dove erano detenuti i rei di stato, per chiedere armi.
Il governatore de Launay fece aprire il fuoco sulla folla che espugnò la fortezza ed impiccò il governatore, correva il giorno 14 luglio 1789, data presa come riferimento per l’inizio della Rivoluzione francese, e celebrata ancora oggi come festa nazionale della Francia repubblicana.
L’evento non ebbe solo un significato di natura simbolica, la Bastiglia era considerata simbolo della tirannia e dell’assolutismo, ma segnò anche l’ascesa in campo di una nuova forza, che negli anni avvenire scandì le fasi stesse della Rivoluzione: il popolo di Parigi.
Da quel momento infatti il governo della città venne assunto da un consiglio di cittadini, la Municipalità, e venne istituita la Guardia Nazionale, una milizia volontaria a difesa dell’assemblea e dell’ordine pubblico con a capo La Fayette, riconoscibili dalla coccarda tricolore. Al bianco dei borbonici (la famiglia reale) si unì il rosso e il blu della città di Parigi.
La presa della Bastiglia decretò per la prima volta l’entrata della violenza nella lotta politica.
Il 15 luglio Luigi XVI annunciò il ritiro delle truppe e venne richiamato Necker al governo. Come scrisse lo storico Vovelle si instaurarono tre rivoluzioni: quella parlamentare, quella cittadina ed infine quella contadina.
Da Parigi un primo vento rivoluzionario investì le campagne dove i patrioti locali presero il controllo delle istituzioni locali, vennero istituite nuove municipalità, mentre la Guardia Nazionale ebbe il ruolo di “braccio armato” della rivoluzione, con il compito di vigilare sull’ordine pubblico e sulla difesa della proprietà privata.
Il movimento rivoluzionario, esploso a Parigi e alimentato da voci di una imminente guerra e di un generale complotto dei nobili, si diffuse in tutto il paese, Castelli, conventi, palazzi nobiliari vennero presi d’assalto, questa fase venne chiamata la “Grande Paura”.